Operaio ferito da una martellata alla Fincantieri: arrestato un 39enne del Bangladesh per tentato omicidio. Ieri le manette fatte scattare dalla Squadra Mobile al termine delle indagini iniziate subito dopo l’episodio accaduto la sera dello scorso 3 giugno all’interno del cantiere. Il 39enne si trova recluso Montacuto in attesa dell’interrogatorio di garanzia. E’ difeso dall’avvocato Stefano Gregorio. La vittima, 23enne connazionale dell’aggressore, è ricoverato ancora in gravi condizioni all’ospedale di Torrette. È in coma farmacologico a seguito della frattura riportata al cranio. Il movente sarebbe legato a diatribe lavorative. «Non c’è in alcun modo l’ipotesi di caporalato» ha assicurato il capo della Mobile, il vice questore Carlo Pinto. Entrambi sono dipendenti di una ditta in appalto: il 23enne è un saldatore, il bengalese più grande coordina il lavoro di un gruppetto di operai. Il martello (della lunghezza complessiva di una trentina di centimetri) non è stato ancora rinvenuto. Due giorni dopo l’episodio è stato il 39enne a presentarsi con il suo avvocato in questura, fornendo dichiarazioni confessorie. Poi, il quadro completato dagli investigatori coordinati dal vice questore Carlo Pinto e la richiesta della misura cautelare firmata ieri dal gip Carlo Cimini. Subito dopo l’episodio, al cantiere erano arrivate le sirene della Croce Gialla e della polizia. Inizialmente, è sembrato essere un infortunio sul lavoro. Ma poi, le indagini hanno fatto emergere un altro quadro. In questura sono stati sentiti vari testimoni, fino al completamento del puzzle investigativo. Con l’emissione della misura cautelare, l’indagato è stato sospeso dalla ditta per cui lavora.
(fe.ser)
(Servizio aggiornato alle 15,15)
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