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«L’alta velocità nelle Marche
farà impennare il Pil» (Foto/video)

ECONOMIA - Sono stati presentati durante il convegno di Confindustria Ancona i dati dello studio sulla ferrovia del futuro. Il presidente Pierluigi Bocchini: «Un’opera non per le Marche, non per l’Italia, ma per l’intero sistema viario e infrastrutturale europeo». Ospite il vice ministro Galeazzo Bignami

 

di Gabriele Censi (foto Giusy Marinelli)

Tredici anni di lavori, 44 miliardi di euro di spesa, 95 miliardi di Pil generato 144mila nuovi posti di lavoro, sono i numeri del progetto dell’alta velocità sulla dorsale adriatica,  610 chilometri che da Bologna arrivano fino a Bari con cinque regioni coinvolte: Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.  I risultati dello studio commissionato da Confindustria Ancona sono stati illustrati in un partecipato convegno alla Loggia dei Mercanti di Ancona.

Il vice ministro Galeazzo Bignami

Centro studi Confindustria e OpenEconomics, certificano la rilevanza strategica e le potenzialità dell’alta velocità sulla dorsale adriatica come leva di sviluppo sull’economia nazionale. Il progetto consiste in un intervento di profonda trasformazione dell’Adriatica, comprendente l’arretramento del tratto ferroviario e l’installazione della linea ad alta velocità.

Francesco Acquaroli

Molte le presenze al convegno, tra gli altri, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Galeazzo Bignami, i presidenti di Regione Francesco Acquaroli (Marche), Marco Marsilio (Abruzzo), il presidente di Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini, il presidente di Camera Marche Gino Sabbatini; il presidente Confindustria Marche Roberto Cardinali con un videomessaggio, il presidente Istao Mario Baldassarri.

La fase di progettazione, secondo lo studio, durerebbe tre anni, con una spesa di 5 miliardi, un impatto sul Pil di 12,7 miliardi e la creazione di 42mila posti di lavoro stabili a tempo pieno; dieci anni per il cantiere dell’infrastruttura, spesa 39 miliardi e impatto sul Pil di 82miliardi, con creazione di 102mila posti di lavoro stabili a tempo pieno. La lunghezza della tratta è di 610 km divisi tra: Puglia (30%), Marche (25%), Emilia Romagna (20%), Abruzzo (20%) e Molise (5%). Secondo l’analisi, l’operazione porterebbe notevoli benefici anche per turismo, industria, inquinamento e qualità di vita.

Francesco Baldelli

«Un’opera non per le Marche, non per l’Italia, ma per l’intero sistema viario e infrastrutturale europeo» – ha detto il presidente Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini.  «Tra 50 anni senza l’alta velocità non è possibile immaginare questo territorio» ha ribadito Mario Baldassarri,  Gino Sabatini,  ha sottolineato che con la realizzazione dell’alta velocità «i nostri nipoti potrebbero avere i collegamenti che noi abbiamo sempre sognato». Francesco Acquaroli, ha espresso perplessità sull’ipotesi bypass, «non una infrastruttura», ma un intervento «parziale e frammentario».   Sul  no al bypass rassicurazioni arrivano dal vice ministro a Infrastrutture e Trasporti Galeazzo Bignami. «È inaccettabile che Marche, Molise e Abruzzo siano oggi le uniche realtà non toccate dall’Alta velocità, ma con il contratto con Rfi, questo governo si sta impegnando per poter rivedere la realizzazione di un’infrastruttura che non sia di bypass, ma definitiva nel suo assetto».

 

Pierluigi Bocchini

Mario Baldassarri

 



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