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I trattori a Roma
«Nelle Marche stanno cancellando
cereali e girasoli» (Video)

MACERATA - Concluso il sit-in a Sforzacosta, la delegazione guidata da Rossano Catinari ieri è tornata nella capitale per aderire alla manifestazione dei Movimenti agricoli federati in piazza Bocca della Verità. Sabato 24 febbraio sarà allestito uno spazio in piazza Roma, a Senigallia, dove gli agricoltori spiegheranno i motivi della mobilitazione
L'intervento a Roma di Rossano Catinari

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La delegazione maceratese a Roma

di Marco Pagliariccio

Non si ferma la mobilitazione degli agricoltori maceratesi. Concluso giovedì sera il sit-in a Sforzacosta, una delegazione di trattori è ripartita alla volta di Roma, dove erano già stati nello scorso fine settimana e dove in mattinata hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dal Maf (Movimenti agricoli federati) in piazza Bocca della Verità.

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Rossano catinari e gli agricoltori maceratesi sul palco

Rossano Catinari, coordinatore degli agricoltori maceratesi, ha anche preso la parola dal palco improvvisato nel cuore della capitale in rappresentanza delle Marche. «Nella mia regione abbiamo fatto sei presidi, stiamo lottando per la nostra causa – ha detto Catinari – i problemi non li ripeto più, ormai li conoscono tutti: i cinghiali ci sono anche da noi, i lupi che da piccolo ricordavo solo in alta montagna ora sono arrivati vicino al mare, le regole che non funzionano c’è ancora chi fa finta di non vederle, ma potrei andare avanti ancora. Fare presidi, sensibilizzare l’opinione di chi non è agricoltore ma va al supermercato è servito a far sorgere domande: ma cosa vogliono questi che sono pieni di contributi? A me, in realtà, non è mai arrivato nulla. Abbiamo troppa passione per il nostro lavoro. Io lavoro 15 ore al giorno, mi porto a casa il mio piccolo stipendio senza considerare troppo le spese e il lavoro. Confrontandoci con i colleghi delle altre regioni abbiamo capito che l’obiettivo è unico per tutti: salvare l’agricoltura, perché ce la stanno togliendo. Nelle Marche hanno cancellato la bieticoltura, ora stanno facendo lo stesso con i cereali e i girasoli. Questi ultimi me li pagavano 60 euro, quest’anno 35. Come possiamo fare reddito così, come posso fare investimenti pensando a determinati prezzi che poi si rivelano completamente diversi? Cosa ci facciamo del Pnrr se la burocrazia che lo regolamenta ti fa desistere? Piuttosto vendo l’azienda al miglior offerente. Non vogliamo arrivare a questo, vogliamo dignità per il nostro lavoro». Sabato 24 febbraio sarà allestito uno spazio in piazza Roma, a Senigallia, dove gli agricoltori spiegheranno i motivi della mobilitazione che sta coinvolgendo l’Italia, unitamente alle proteste in corso in tutta Europa.

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