facebook rss

«Residenze protette,
aumenti fino a 300 euro al mese
e la Regione gioca su due tavoli»

RETTE - Spi Cgil Macerata denuncia l'incremento incontrollato delle quote a carico dei privati rispetto a quelle che invece spettano al Sistema sanitario regionale: «Discutevano con noi della questione, ma nel frattempo concordavano gli aumenti da imporre con i gestori»

ticà

Domenico Ticà

A chi interessa dell’aumento delle rette delle residenze protette? La domanda la pone Spi Cgil Macerata, denunciando la mancanza di ascolto degli utenti, molti dei quali già da un anno hanno dovuto sostenere un aumento considerevole della quota “alberghiera” a loro carico arrivando in qualche caso fino a 300 euro in più al mese.

«Il decreto sui livelli essenziali assistenziali è molto chiaro: la retta è costituita da due voci, il 50% di quota sanitaria a carico del Servizio sanitario regionale, il 50% a carico dell’ospite. Ma all’atto pratico così non è – sottolineano Domenico Ticà e Maria Teresa Carloni del sindacato dei pensionati – purtroppo la quota sanitaria è ferma da anni e 67,02 euro per anziani non autosufficienti e 90 euro per le demenze non sono assolutamente sufficienti a coprire i costi reali dell’assistenza sia sul versante quantitativo che qualitativo. Nelle Marche le convenzioni che L’azienda sanitaria stipula con gli enti gestori prevede una quota aggiuntiva a carico degli utenti, che non si riferisce al pagamento di prestazioni a domanda individuale come ad esempio il parrucchiere, il podologo ed altro. Nelle prestazioni aggiuntive non ci sono solo servizi a domanda individuale, ma voci generiche come manutenzione del giardino, climatizzazione, certificazione Iso di qualità, e le prestazioni aggiuntive di infermieri ed oss. Far pagare le prestazioni infermieristiche aggiuntive è particolarmente inaccettabile perché testimonia che l’ospite non è accolto in un modulo adeguato al suo stato di salute. In diverse situazioni le “prestazioni aggiuntive” determinano un costo che supera la metà della retta. Abbiamo posto come sindacato dei pensionati, in modo unitario, la questione alla Regione ormai da due anni e mentre i sindacati, il 4 dicembre, discutevano con la Regione sul costo delle rette nelle residenze per anziani e su come affrontare il problema di tante famiglie che con questi aumenti rischiano un impoverimento importante, su un altro tavolo la stessa Regione concordava con i gestori l’aumento della quota sanitaria. Aumento che comunque non li ha soddisfatti visto le loro prese di posizioni pubbliche. Ricordiamo che comunque gli enti gestori in periodo covid hanno ricevuto 14 milioni di ristoro per le spese in più a cui hanno dovuto fare fronte».

Le proposte di Spi Cgil sono chiare. «In primis rivedere la quota sanitaria a carico della Regione, troppo bassa e ferma da anni – finiscono i sindacalisti – quindi revisionare le convenzioni. In particolare va rivista la parte relativa alle quote aggiuntive e la parte riferita ai notevoli aumenti richiesti dai gestori al di là di quanto previsto nelle convenzioni. Poi, estendere il fondo di solidarietà agli anziani nelle residenze legato all’Isee sociosanitario al fine di collegare la compartecipazione alla spesa alle reali condizioni economiche. Infine, affrontare il tema più generale del fabbisogno e della qualità della vita all’interno delle residenze. Fabbisogno che non può essere affrontato senza collegarlo ai servizi di domiciliarità e alle altre forme alternative dell’abitare. La Regione istituisce tavoli di discussione, troppo spesso disertati dai decisori politici, e privilegia gli incontri con gli enti gestori senza alcuna considerazione dei rappresentanti degli utenti con la conseguenza di decisioni solo tariffarie senza alcuna attenzione alla qualità della vita degli ospiti e alla condizione di lavoro degli operatori. Le residenze sono a tutti gli effetti un servizio territoriale sociosanitario che deve essere governato in collegamento con tutti gli altri servizi del territorio e che questo richiede una forte responsabilità pubblica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X