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Gentiloni ad Ancona per Ricci:
«Questa destra è un grande pericolo
Vuole minare le fondamenta dell’Europa»

ELEZIONI - Il commissario Ue ieri sera davanti alle Muse a sostegno del candidato dem: «Vanno fermate le forze populiste e sovraniste»

da sin. Paolo Gentiloni e Matteo Ricci

E’ stato un po’ come ritornare a casa, per Paolo Gentiloni affrontare la tappa del tour elettorale di Ancona,. «Le Marche sono la regione di origine della mia famiglia» ha esordito il commissario europeo, cittadino onorario della “sua” Tolentino,  ieri pomeriggio accolto in piazza della Repubblica dai massimi esponenti della Partito Democratico e da tanti supporter. «Abbiamo bisogno di mandare in Europa persone che siano competenti, in grado di affrontare le questioni di contenuto con un’esperienza amministrativa e, al tempo stesso, che siano espressione di rappresentanza dei territori» ha aggiunto durante l’incontro davanti al teatro delle Muse, insieme a Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci Pd e candidato, per il Partito Democratico, alle prossime europee, nella Circoscrizione Centro. «Se non lo fossero, se chi mandiamo in Europa non fosse espressione dei territori, non riuscirebbero a ottenerne il consenso e, dunque, i voti – ha proseguito Gentiloni – Qui, nelle Marche, abbiamo la fortuna di avere il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, e possiamo, con gran sollievo, votarlo, sapendo che al Parlamento Europeo Matteo potrà portare queste due qualità: competenza da amministratore, in virtù della sua esperienza da primo cittadino, e forza di rappresentanza del suo territorio, le Marche», ha garantito.

Anche per il degrado in cui è scaduta la discussione nelle ultime settimane, Gentiloni ha invitato tutti «a fermare con il voto alle Europee il tentativo di spallata della destra europea, populista e sovranista, che ha come bersaglio le minoranze etniche. Il paradosso è che l’offensiva di questa destra nasce dai buoni risultati che l’Unione europea ha raggiunto negli ultimi 4-5 anni. Il loro obiettivo è rendere fragile il progetto europeo dall’interno per cercare di minarne le fondamenta. La partita è più facile perché non ci sono più neanche gli inglesi, pentiti dalla decisione della Brexit. Lo spauracchio è che se si afferma una destra di questa genere avremo una Ue meno in grado di fare le cose che per noi democratici sono fondamentali. Ne ricordo tre: difendere la pace sostenendo l’Ucraina e dando un messaggio chiaro a Putin. Secondo obiettivo: la Ue deve restare all’avanguardia nelle politiche del contrasto al cambiamento climatico, nella transizione verde perché anche se siamo responsabile solo del 7% delle emissioni inquinanti in atmosfera i leader che l’Europa ha avuto e potrà avere devono continuare ad indirizzare i grandi attori economici globali». Terzo passaggio fondamentale quello economico: abbiamo sfondato alcuni soffitti di cristallo, in particolare il tetto di avere finanziamenti comuni per affrontare problemi comuni, attraverso i cosiddetti eurobond, utilizzati 2 volte».

Sull’attacco del senatore Borghi al capo dello Stato con richiesta di dimissioni. Gentiloni si è limitato a osservare che «il presidente Mattarella ha interpretato il sentimento degli italiani rivolgendosi al corpo diplomatico accreditato al Quirinale e sottolineando che il voto che affrontiamo sabato e domenica per il rinnovo del Parlamento europeo è un appuntamento molto importante per rafforzare e ribadire la sovranità democratica, una ragione in più per dire a tutti che è molto importante andare a votare. Se per il Parlamento europeo ci sarà un’affluenza importante credo che ne guadagnerà la democrazia europea e anche quella italiana». Sulle alleanze successive al voto Ue il commissario ha rimarcato che «la svolta a destra va impedita e che per la famiglia del Partito Popolare sarebbe contro natura fare un’alleanza con forze anti-europeiste. Confido che l’attuale maggioranza composta da popolari socialisti e liberali continuerà ad essere l’asse fondamentale del Parlamento europeo». Ha invece preferito glissare sull’ipotesi della presidenza Draghi per la futura Commissione Ue.

In piazza della Repubblica, ad accogliere l’ospite ieri  c’erano, tra gli altri anche i parlamentari marchigiani Irene Manzi e Augusto Curti con il capogruppo in Regione  Maurizio Mangialardli, il consigliere comunale Giacomo Petrielli e l’ex sindaco dorico  Valeria Mancinelli, Fabio Sturani per la segreteria regionale Pd, e Thomas Braconi segretario provinciale del partito con la segretaria regionale del Partito Democratico Chantal Bomprezzi. Proprio lei che ha ribadito come «i profili dei candidati alle Europee sono tutti validi per battersi contro questa destra ha fatto delle Marche una colonia della Meloni, dalla quale noi vogliamo liberarci. Con questa tornata elettorale che interesserà anche 148 Comuni nelle Marche stiamo girando in ogni realtà con i nostri candidati sindaci. Stasera sarò a Potenza Picena, casa del governatore Acquaroli, dove mi recherò simbolicamente per sostenere il nostro candidato sindaco Mario Morgoni. Siamo determinati a portare avanti questa riscossa per le Marche sia alle Amministrative che alle Europee» ha concluso Bomprezzi

Anche Irene Manzi è tornata a evidenziare come «il governo nazionale sta condannando le Marche. Vogliamo restituire alla nostra Regione il suo ruolo di volano per tanti settori». Ha poi dedicato un pensiero a David Sassoli lla sua idea di «Europa sociale, giusta, sostenibile come gli obiettivi del Pnrr consegnato al nostro Paese che il governo Meloni ha messo in crisi. Domani è stato annunciato l’adozione di un decreto legge, leggero e ragionato, sulla Liste d’attesa, leggero perché risorse non ce ne sono. Al governo chiediamo di sedersi a una tavolo e di ragionare con le Regioni sulla Sanità, di valutare la proposta di legge della nostra segretaria Elly Schein» ha chiuso Manzi.

L’altro protagonista dell’incontro con Gentiloni è stato Matteo Ricci il candidato alle Europee per il Centro Italia, ‘un sindaco per l’Europa’ come recita lo slogan della sua campagna elettorale. «L’Europa rischia la disgregazione e l’irrilevanza se vinceranno le forze populiste e se cambierà la maggioranza del Parlamento Eu – ha sottolineato Ricci nel suo intervento – Abbiamo bisogno di far vincere le forze federaliste, europeiste, dei Ssocialisti democratici perché senza una politica estera comune, una politica energetica e migratoria comune noi rischiamo di essere impotenti e di conseguenza irrilevanti. Mi riempie d’orgoglio che Paolo Gentiloni sia a qua a sostenere la mia candidatura perché lui è un riferimento istituzionale fondamentale per il nostro Paese. Anche grazie a lui che abbiamo ottenuto i 200 miliardi di Next Generation Ue che stanno tenendo in piedi l’economia e stanno provando a cambiare tante città italiane e della nostra regione». Poi ha toccato un tasto dolente per le Marche. «La sanità nelle Marche è nel caos: hanno fatto tante promesse anni fa, invece la sanità marchigiana è peggiorata. Aumentano le liste d’attesa, aumenta la mobilità passiva e non si ha l’idea di dove portare la sanità. Siamo diventati un po’ ridicoli: siamo l’unica regione italiana per incapacità ad avere tre ‘assessori’ alla sanità che non fanno per uno. Accanto all’assessore alla sanità infatti hanno messo 2 tutor. Una questione imbarazzante. A maggior ragione nelle Marche dobbiamo batterci per una sanità pubblica che è l’unica che può garantire il diritto alla salute per tutti e da queste elezioni europee più voti prenderà il Pd e più forte sarà l’alternativa in Regione. Io dico che ogni voto al Pd è un avviso di sfratto alla giunta Acquaroli».

Alla domanda se si stia preparando eventualmente anche per la corsa alle Regionali, Ricci ha risposto che «per ora sto pensando di essere eletto in Parlamento europeo! La mia candidatura rappresenta una grande alleanza tra la provincia italiana, in particolare tra la regione Marche con la città di Roma. C’è un grande sostegno e questo fa diventare la mia candidatura fortemente competitiva. L’obiettivo è andare in Europa e rappresentare le Marche, piccole dal punto di vista demografico ma grandi dal punto di vista della storia economico-sociale. Le Marche hanno bisogno di un riferimento europeo che le tolga dal provincialismo in cui ci ha portato questa destra di governo» ha scandito Ricci.

(Redazione CA)

(foto Giusy Marinelli)

Bomprezzi con il sindaco Fabio Badiali in scadenza di Castelplanio

Gentiloni con il questore Cesare Capocasa ed il prefetto Ordine

Chantal Bomprezzi

Gentiloni con Diego Franzoni, candidato sindaco a Monsano

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