Mons. Paolo Ricciardi è il nuovo vescovo della diocesi di Jesi. Lo ha nominato oggi Papa Francesco accettando la rinuncia al governo pastorale presentata da mons. Gerardo Rocconi. Mons. Ricciardi è stato trasferito dalla sede titolare di Gabi e dall’ufficio di ausiliare di Roma. Dopo il pensionamento del vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, stamattina tutti i sacerdoti della Diocesi sono stati convocati in cattedrale per essere informati delle novità sul successore del prelato alla guida della comunità da quasi 19 anni. A dare la notizia è stato mons. Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, che appena appresa la notizia della nomina di mons. Paolo Ricciardi, attuale vescovo ausiliare di Roma, a nuovo vescovo di Jesi lo ha chiamato per esprimergli l’affetto e l’accoglienza anche da parte degli altri vescovi marchigiani.«Mons. Ricciardi è legato da lunga conoscenza ed amicizia con molti di noi vescovi e vari sacerdoti marchigiani che hanno studiato a Roma, per questo contiamo che possa ben inserirsi nel lavoro pastorale che cerchiamo sempre più di portare avanti in maniera unitaria e concorde» scrive in una nota mons. Marconi.
«Conosco don Paolo da quando era seminarista e poi assistente al Seminario Romano. – prosegue il presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana – Appassionato della Parola di Dio, che sa spiegare in maniera semplice e profonda, ha vissuto una lunga esperienza di parroco e poi di vescovo ausiliare, prediligendo il contatto con gli ammalati e la guida ed il consiglio alle persone consacrate ed ai diaconi permanenti. È un uomo di preghiera e di sapienza spirituale, che sono certo sarà apprezzato in terra marchigiana». Mons. Nazzareno Marconi ha voluto anche espremere un corale ringraziamento a mons. Gerardo Rocconi. «Mons. Gerardo merita tutta la nostra gratitudine per l’impegno, la delicatezza e la forte testimonianza di fede con cui ha servito la Diocesi di Jesi dal 2006 ad oggi. Siamo certi che continuerà, pure se con compiti e responsabilità diverse, a svolgere un prezioso servizio di giuda spirituale e di vicinanza alle persone che soffrono dei mali del corpo e dello spirito».
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