Nuovo tavolo tecnico oggi al Mimit sul futuro di Beko Europe. Le parti hanno approfondito i margini per una ulteriore riduzione degli esuberi nell’area impiegatizia, l’introduzione di nuove linee di prodotto e l’avvio di un percorso finalizzato a garantire un futuro produttivo al sito di Siena, attraverso l’ingresso di un nuovo investitore. Il tavolo, presieduto dal sottosegretario Fausta Bergamotto e alla presenza dei vertici aziendali, è stato preceduto da un incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, e le organizzazioni sindacali.
In particolare, durante il tavolo, l’azienda ha manifestato la propria disponibilità a ridurre ulteriormente gli esuberi relativi ai cosiddetti “colletti bianchi”. Questo ridurrebbe gli esuberi complessivi a circa 1.000 unità, quasi la metà dei 1.935 originariamente previsti dal gruppo a novembre. Beko Europe ha inoltre confermato l’intenzione di avviare due progetti per nuovi prodotti premium nei siti di Cassinetta e Melano. L’azienda ha inoltre evidenziato di aver individuato anche per il sito di Comunanza un nuovo modello di prodotto che dovrà essere definito entro 3 mesi.
Sul futuro dello stabilimento di Siena, il sottosegretario Bergamotto ha annunciato che il Mimit, insieme all’azienda, ha avviato un percorso per individuare un nuovo investitore che garantisca la continuità produttiva del sito e la salvaguardia dei livelli occupazionali. L’annuncio segue infatti il primo incontro avvenuto ieri presso il sito toscano tra i delegati di Beko Europe, la società Sernet – advisor per la reindustrializzazione – e il Comune di Siena, per approfondire aspetti tecnici relativi alla struttura e alle apparecchiature. Il sottosegretario Bergamotto, accogliendo le istanze dei sindacati, ha infine comunicato che nei prossimi giorni avvierà confronti con le Regioni in cui sono situati i siti produttivi di Beko Europe. L’obiettivo sarà esplorare gli strumenti di sostegno finanziario da attivare, con particolare attenzione al supporto delle attività di ricerca e sviluppo, a favore degli investimenti già annunciati dalla multinazionale. Un nuovo incontro tecnico con l’azienda e le organizzazioni sindacali è stato convocato dal Mimit per il prossimo 2 aprile.
Secondo le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Uglm «è impossibile un accordo senza impegno vero che escluda i licenziamenti». Nell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per le sigle sindacali «Beko non ha dato le risposte che chiedevamo su alcuni punti dirimenti per poter pensare di arrivare ad un accordo. Sui piani industriali, alcune delucidazioni sono state date e alcuni impegni sono stati presi sui nuovi prodotti da assegnare a Cassinetta, Comunanza, Melano, nonché sulle nuove attività di Carinaro, ma chiediamo un immediato confronto di dettaglio in ciascun stabilimento che chiarisca articolazione e ricadute degli investimenti e delle missioni produttive. Al contempo nelle funzioni di staff e di ricerca la riduzione degli esuberi è insoddisfacente, passando da 678 a 500, di cui circa 270 in Lombardia, 210 a Fabriano e 20 sparsi negli altri siti. Nel complesso restano in Italia ben 1.284 esuberi, di cui 312 a Cassinetta, 64 a Melano, 80 a Comunanza, 40 a Carinaro e 288 a Siena, sito per cui è prevista la fine della produzione a fine anno e per cui ancora non c’è una soluzione alternativa».
Fim, Fiom, Uilm, Uglm rimarcano di non aver ricevuto «una risposta accettabile nemmeno sugli incentivi all’esodo, assai inferiori a quelli pattuiti in passato, né sugli ammortizzatori sociali, che noi chiediamo conservativi con meccanismi di rotazione e in ogni caso tali da escludere davvero i licenziamenti. Prima del prossimo incontro al Mimit fissato per il 2 aprile pomeriggio, abbiamo chiesto al Governo di coinvolgere le Regioni Lombardia e Marche per tentare di scongiurare la chiusura dei centri ricerca. In ogni caso per poter davvero ipotizzare una intesa occorre risolvere i nodi decisivi della trattativa, a incominciare dalla acquisizione del sito di Siena da parte del pubblico». Da oggi allo stabilimento di Melano di Fabriano è scattata la cassa integrazione verticale con lo stop produttivo che durerà fino a lunedì.
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