di Gianluca Ginella
Arresto cardiaco durante la gara di ruzzola a Camerino, salvato un uomo di 56 anni che è stato rianimato da uno dei compagni di squadra con il 118 che ha coordinato le manovre di soccorso da Macerata e poi sul posto i sanitari hanno usato il defibrillatore. Decisivo però l’intervento immediato di uno dei giocatori presenti, Fabrizio Sabatini: «Ho visto cadere il mio compagno di squadra e sono andato verso di lui per aiutarlo ad alzarsi, credevo fosse inciampato e invece ho visto che era incosciente. Allora prima gi ho fatto la respirazione e poi il massaggio cardiaco, avevo seguito anni fa un corso al lavoro e non ho esitato». È successo questa mattina verso le 9,10.
Fabrizio Sabatini, di Nocera Umbra, si trovava a Camerino per una partita di Coppa Italia di ruzzola. Non è molto che pratica questo sport e ci gioca quando ha occasione di trovarsi in zona (vive da molti anni a Milano). Quello che ha fatto questa mattina è stato seguito con apprensione dalle tante persone presenti a Camerino per la gara. In squadra con lui c’era anche il 56enne, era un momento in cui attendevano che l’altra squadra tirasse quando l’uomo si è accasciato a terra.
Fabrizio Sabatini
«Ho iniziato a fargli il massaggio cardiaco – continua Sabatini -. Dietro di me sentivo che qualcuno aveva chiamato l’ambulanza e venivano date indicazioni sulle manovre da seguire. Sono andato avanti per diversi minuti, non so dire quanto tempo, so solo che mi facevano male le ginocchia. Poi un signore mi ha detto se volevo il cambio e ha iniziato a fare il massaggio e io la respirazione. Quando è arrivata l’ambulanza hanno continuato con il massaggio e poi con il defibrillatore. Hanno dato una scarica ed è stata sufficiente quella». Il 56enne è stato poi trasportato all’ospedale di Camerino dal 118 che dalla centrale di Macerata ha da subito guidato le manovre di soccorso dando indicazioni ai presenti su come rianimare il 56enne.
«Mi hanno detto – continua Sabatini – che in ospedale il mio compagno di squadra ha ripreso conoscenza. Sono contento ora che ho sentito questo, perché c’è la preoccupazione di non fare le cose giuste in quei momenti, non si può sbagliare. La paura che morisse è stata tanta. Mi fa piacere mi sia stato detto che quello che ho fatto è stato fondamentale per salvarlo. Ora spero che si riprenda e che possiamo tornare a giocare insieme».
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