Si è tenuta in un Oratorio della Carità gremito da attenti cittadini di ogni età, la conferenza divulgativa dal titolo “Come sopravvivere alla Transizione Digitale, tra fake news, hate speech, domicilio virtuale e truffe on line’’, organizzata dalla questura di Ancona e dall’Università Politecnica delle Marche, con il patrocinio del Comune di Fabriano.
La convergenza tra il questore di Ancona, Cesare Capocasa, ed il Rettore dell’Univpm, Gian Luca Gregori, è stata individuata nella necessità di diffondere una calibrata informazione alla cittadinanza sia in termini di conoscenza del fenomeno, connessa ai profili normativi esistenti ed agli adeguamenti necessari, che in quelli di prevenzione dei reati che garantiscano la sicurezza personale e patrimoniale del cittadino.
La conferenza si è aperta con i saluti istituzionali da parte della sindaca di Fabriano Daniela Ghergo che ha voluto sottolineare l’ insostituibile contributo della tecnologia, della rete e dell’intelligenza artificiale nella vita di ognuno al quale si accompagnano, però, derive capaci di incidere negativamente sulla qualità di vita dei singoli e sulla certezza del diritto a tutela dei loro diritti.
Per l’Univpm è intervenuta Marta Cerioni, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico che, in un excursus che ha spaziato dal diritto alla verità ai discorsi d’odio, fino ad arrivare al domicilio digitale, ha ribadito come la maggiore libertà di espressione portata dalla transizione digitale non debba essere limitata, ma piuttosto supportata da chiari strumenti legislativi e in primis dalla consapevole responsabilità del singolo. Molto seguito è stato poi il contributo dell’Ispettore Endrio Brandi del Centro Operativo per la Cybersicurezza della polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha dimostrato quanto la polizia sia assolutamente in prima linea contro i reati informatici e che, come ha dichiarato il questore Cesare Capocasa, «attraverso un’articolata strategia di prevenzione e di contrasto rispetto ai fenomeni criminali, mette al centro la persona con particolare riguardo alla tutela dei più piccoli e degli anziani, principali vittime del cyberspazio».
«Siamo sempre pronti e lieti di trasferire conoscenza nel territorio a favore delle persone – ha poi chiosato Gregori – perché la terza missione sintetizza gli esiti della didattica e della ricerca che conduciamo nelle nostre aule e testimonia il lavoro di qualità condotto dall’Ateneo non solo per studentesse e studenti ma per tutte le persone che abitano il territorio. Un plauso anche alla collaborazione inter-istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti che prova il forte radicamento di Univpm e la sinergia virtuosa in un tema transdisciplinare come quello del digitale che è oggetto, oramai da anni, dei nostri studi».
Con la moderazione del dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fabriano, Angelo Sebastianelli, è stato quindi introdotto il contributo del Sovrintendente della Polizia di Stato ingegner Paolo Contardo il quale ha evidenziato come, con l’ingresso progressivo della Intelligenza Artificiale, i reati commessi con l’utilizzo di tecnologie digitali si evolvono velocemente con artifici e raggiri sempre più insidiosi: proponendo semplici ma efficaci modalità di difesa come l’utilizzo di una “password” domestica.
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