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«A bordo della Geo Barents
migranti fuggiti dagli orrori
dei centri di detenzione libici» (Video)

IL CASO – Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi della imbarcazione di Medici senza frontiere in rotta verso lo scalo dorico, racconta le storie di chi è stato salvato in mare. «Un ragazzo ha segni di bruciature, un altro un proiettile nel ginocchio. Allontanare le nostre navi significa anche allontanare i testimoni delle violazioni dei diritti umani. Chiediamo al governo italiano di assegnarci un porto più vicino e non quello di Ancona»

 

«A bordo della Geo Barents abbiamo persone fuggite dagli orrori dei centri di detenzione in Libia. Un ragazzo ha segni di bruciature, un altro ha un proiettile nel ginocchio, frutto di una tortura subita di recente. Allontanare le navi da soccorso, significa anche allontanare i testimoni delle violazioni dei diritti umani. Chiediamo, quindi, al governo italiano di assegnarci un porto più vicino e non quello di Ancona». Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi della nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere, lancia un nuovo appello e racconta in un video messaggio la situazione a bordo dell’imbarcazione dove si trova con i 73 naufraghi salvati dal mare e diretti allo scalo dorico.

Fulvia Conte (Msf), responsabile dei soccorsi di Geo Barents

«Siamo a una distanza di tre giorni di navigazione in condizioni meteo marine avverse – aggiunge Fulvia Conte -. Il Centro di coordinamento italiano ha rifiutato alla Geo Barents e alla Ocean Viking di poter trasferire tutti quanti i sopravvissuti al naufragio nelle acque della Libia su una sola nave per poter avere ancora a disposizione una imbarcazione per soccorrere vite in difficoltà, in caso di necessità. Questo significa impedire che ci siano ulteriori soccorsi di persone. Quest’area del Mediterraneo che è la rotta migratoria più pericolosa al mondo, dove nell’ultimo anno sono morte 200 persone. Proprio due giorni fa tra le tre vittime di un naufragio avvenuto al largo delle coste di Lampedusa c’era anche una bambina di appena un anno. Ci sarebbero altri porti rispetto ad Ancona, già assegnati in passato, che rispetterebbero maggiormente il diritto internazionale sul mare». Tra i migranti c’è chi fugge da guerre, chi da situazioni sociali devastanti, da siccità e catastrofi, effetti dei cambiamenti climatici che stanno rendendo inospitali interi territori del continente più antico.

La Geo Barents e la Ocean Viking di Sos Meditarranee con le 110 persone soccorse in mare, arriveranno ad Ancona  mercoledì, 11 gennaio, dopo giorni di navigazione in condizioni metereologiche non favorevoli. La nave di Msf è attesa intorno alle 11 con uno scarto di poche ore rispetto all’altra che attraccherà prima, intorno alle otto. La Prefettura che coordina le operazioni, garantisce che le strutture per svolgere accertamenti sanitari, distribuzione pasti e kit di prima assistenza, oltre che l’identificazione ai migranti saranno montate e pronte già per domani sera nell’area della banchina 22 del porto. Sempre domani, ma a Roma, è in programma a Palazzo Chigi il confronto tra la premier Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, nella capitale per partecipare alla presentazione del libro ‘La saggezza e l’audacia’, raccolta dei discorsi di David Sassoli. Il dossier migranti e la stretta impressa dal governo italiano alle Ong, come la questione delle modifiche al Pnrr chieste dall’Italia, saranno al centro del colloquio.

(Redazione CA)

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