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Uccisa a coltellate dal marito:
«Panariello aveva il braccialetto elettronico
ma non è scattato»

CERRETO D'ESI - La coppia viveva separata a seguito della misura del divieto di avvicinamento nei confronti della moglie, Concetta Marruocco dopo che lei aveva denunciato per maltrattamenti. L'avvocato dell'uomo: «Chi doveva controllare? A chi spettava la manutenzione del dispositivo?». E sul delitto: «C’è da capire se sia stato un raptus o volontà già nelle fasi iniziali»

Il luogo dell’omicidio. A sinistra, la vittima Concetta Marruocco e a destra l’omicida Franco Panariello

di Alberto Bignami

Emerge un dettaglio inquietante circa l’omicidio di Concetta Marruocco, l’infermiera 53enne uccisa con 15 coltellate nella propria abitazione, alle 3 di notte, dal marito 55enne, Franco Panariello.

Franco Panariello

La coppia era in fase di separazione e mentre Concetta Marruocco viveva nell’abitazione in via Don Pietro Ciccolini a Cerreto d’Esi (dove poi è avvenuto il delitto), Franco Panariello abitava nella frazione di Cancelli a Fabriano. Dunque, una coppia che viveva separata, ma che non lo era di fatto.
I due vivevano a distanza perché per Panariello «C’era la misura del divieto di avvicinamento nei confronti della moglie. A passare – spiega l’avvocato di Panariello, Ruggero Benvenuto -, era stata anche la misura del braccialetto elettronico. C’è allora da capire – si domanda il legale – cosa sia accaduto. Da approfondire il perché non sia scattato quando l’uomo si è diretto a Cerreto d’Esi. Chi doveva controllare? E, ancora, chi doveva farne la manutenzione?».

L’avvocato di Panariello, Ruggero Benvenuto

La misura cautelare era stata avviata a seguito della denuncia fatta dalla moglie per maltrattamenti, con il procedimento che era ancora in corso. Il legale di Franco Panariello spiega che il suo assistito si è sostanzialmente costituito «avendo chiesto alla figlia, anche lei presente in quel momento in casa, di chiamare le forze dell’ordine e l’ambulanza, dopodiché ha atteso il loro arrivo sotto casa».
La presunta arma del delitto, un coltello, è stata ritrovata successivamente, e proprio su indicazioni dell’assassino, operaio metalmeccanico. Era stata gettata in strada.

Concetta Marruocco

Se certamente ci si trova davanti a un omicidio volontario, «non essendoci la formulazione di un capo di imputazione – prosegue Benvenuto -, non è ancora possibile affermare che vi sia anche l’aggravante della premeditazione, pure se sembra essere una delle ipotesi da valutare. Occorre infatti capire – spiega – se vi sia stato un raptus improvviso o una qualche volontà già dalle fasi iniziali».

Sottoposto a fermo, l’interrogatorio di Panariello si è tenuto nella caserma dei carabinieri di Cerreto d’Esi. Sotto choc, ha risposto a tutte le domande e, in attesa dell’udienza di convalida che avverrà a strettissimo giro e non oltre il quinto giorno dal delitto, è stato condotto in carcere.

 

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