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«A Torrette l’officina regionale
per la lavorazione del sangue
è in grave carenza di personale tecnico»

ANCONA – Grido di allarme di Andrea Vecchi, presidente dell’Associazione Trapiantati delle Marche. «E’ una preoccupante criticità nel nucleo vitale del sistema sanitario regionale»

Andrea Vecchi

 

 

«La carenza di personale nelle diverse unità ospedaliere è ormai una problematica cronica che sta mettendo pesantemente sotto pressione il funzionamento dei nosocomi. Tuttavia, vi è un reparto in particolare che, se non adeguatamente supportato in termini di risorse umane, rischia di generare un effetto domino drammatico coinvolgendo tutti gli altri. Ci riferiamo all’officina regionale per la lavorazione del sangue di Torrette, responsabile della lavorazione di tutto il sangue e plasma proveniente dai Centri Trasfusionali della regione, attualmente in grave difficoltà a causa della mancanza di personale tecnico che sta rallentando notevolmente il processo di lavorazione e gestione delle risorse ematiche e plasmatiche raccolte». Un grido di allarme lanciato da Andrea Vecchi, presidente dell’Associazione Trapiantati delle Marche; presidente del Forum Nazionale Trapianti e presidente Transplant Sport Italia nonché consigliere comunale del gruppo Pd di Ancona

Vecchi ricorda in un comunicato che «l’officina regionale rappresenta il cuore pulsante del sistema trasfusionale regionale, e se la sua attività principale viene compromessa, le conseguenze possono essere catastrofiche per l’intero sistema ospedaliero regionale, a causa delle carenze di sangue e prodotti plasmaderivati sempre più indispensabili per la cura e la sopravvivenza di molte persone. Il sangue e il plasma donati grazie all’atteggiamento altruistico di tanti donatori periodici non possono essere sprecati, e non essere in grado di lavorarli a causa della mancanza di personale significa dover necessariamente ridurre la raccolta, con un trend negativo difficile da invertire nel breve periodo e con conseguenze disastrose sull’intero sistema sanitario e sulla capacità di fornire assistenza adeguata a chi ne ha bisogno. Basti pensare agli effetti che una tale situazione potrebbe avere sull’attività dei trapianti per la quale è fondamentale la disponibilità di sangue senza la quale non si possono programmare interventi salvavita per le persone. Di fronte a questa situazione così allarmante, è sconcertante l’immobilismo totale delle autorità decisionali. Il problema, infatti, non riguarda solamente l’ospedale di Torrette, ma coinvolge l’intero sistema sanitario regionale, dipendente dai precisi meccanismi del sistema trasfusionale» conclude.

 

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