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Legambiente Marche sull’eolico:
«Inchiesta pubblica, strumento utile
alla corretta realizzazione degli impianti»

FABRIANO - Il presidente Marco Ciarulli interviene nel dibattito fiorito attorno alla realizzazione del parco sul Monte Miesola spiegando che «é necessario equilibrio tra produzione di energia pulita e tutela del paesaggio, ma sul fronte della produzione siamo molto indietro»

(foto d’archivio)

 

Legambiente Marche vuole accendere una riflessione sulle proposte di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di cui si discute in questi giorni nelle Marche, in particolar modo sul progetto di Parco Eolico sul Monte Miesola. «Per realizzare la transizione energetica nelle Marche dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili ci servono anche i grandi impianti – ricorda in una nota Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche – di fronte a questa necessità ambientale ed economica, è necessario realizzare gli impianti giusti nei luoghi idonei. L’energia del vento assieme alle altre fonti rinnovabili sarà determinante per chiudere definitivamente tutte le fonti fossili da cui siamo ancora fortemente dipendenti che ci condizionano a livello economico e soprattutto ambientale. Spesso infatti i grandi impianti vengono contestati per l’impatto paesaggistico che possono creare, quando invece dovremmo preoccuparci prioritariamente dell’impatto ambientale che sta causando il cambiamento climatico, un fenomeno che sta alterando permanentemente il nostro paesaggio, a discapito della biodiversità e del futuro delle prossime generazioni nella nazione, da cui siamo attualmente dipendenti e che hanno portato l’Italia ad essere definita come Hub del gas, una fonte energetica che ricordiamo essere tra le principali responsabili del cambiamento climatico in corso».

Marco Ciarulli

L’associazione sottolinea quindi la necessità di trovare un punto di equilibrio tra la tutela del paesaggio e la produzione di energia pulita. «Partiamo da un dato – continua Ciarulli – le Marche sono tra le Regioni con il più alto deficit energetico rispetto al fabbisogno annuale. Stabilmente da oltre 10 anni, siamo costretti ad importare circa il 70% dell’energia elettrica di cui abbiamo bisogno da altre Regioni, in tutti questi anni non si è fatto un solo passo avanti sotto il profilo della produzione di energia pulita. In questo scenario marchigiano di immobilismo energetico, l’eolico attualmente riesce a contribuire ad una produzione di energia che copre appena lo 0,5% del nostro fabbisogno annuale, inutile dire che dovremmo fare molto di più e che senza grandi impianti sarà impossibile fare progressi e smarcarci da carbone e gas».

Secondo Legambiente Marche, per tutelare il paesaggio e quindi raggiungere un equilibrio tra tutela del territorio e produzione di energia pulita sarà sufficiente una governance del territorio che identifichi le aree idonee e non, scongiurando sia una sovrapposizione di progetti in aree ravvicinare, sia in , ma anche l’ intenzione di chi non vuole semplicemente realizzare gli impianti vicino a dove vive o opera, nel nome di una sorta di ambientalismo egoistico. In questo percorso delicato e complesso, l’Inchiesta Pubblica sollecitata in primis dai Comuni di Fabriano, Sassoferrato e dall’Unione Montana Esino Frasassi e rilanciata dalla Regione Marche, sembra uno strumento utile alla corretta realizzazione di questi impianti. «Un inchiesta pubblica per sollecitare maggiormente la partecipazione popolare ci sembra molto utile – conclude Ciarulli – i processi partecipativi sono un tassello fondamentale per realizzare una transizione energetica. Di fronte a questi meccanismi di partecipazione, a volte i progetti vengono migliorati, i soggetti proponenti di questi impianti devono rispondere alle domande che una comunità legittimamente pone» conclude il presidente di Legambiente Marche.

 

Parco eolico sul Monte Miesola, i sindaci di Fabriano e Sassoferrato chiedono di disporre l’Inchiesta pubblica

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